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Provincia di Teramo TERAMO abitanti nel 2001: 51.023 - altitudine: m.432 s.l.m. |
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Antichissima colonia fenicia, chiamata Pretut, meta delle migrazioni di varie popolazioni come i Piceni e i Sabini, spinti verso il sud, nel V secolo a.C., dalle aggressioni degli Umbri. La città fu poi conquistata da Roma, che la denominò Interamnia Praetutianorum (Terra inter amnes, tra due fiumi), e collegata stabilmente ad essa nel 117, con la costruzione della via Salaria e della più diretta via Cecilia. Durante l’impero di Augusto e di Adriano ebbe un rigoglioso sviluppo, di cui restano, sotto l’abitato medievale e moderno, varie vestigia (i templi, le terme, il teatro, l'anfiteatro, e altre strutture). Invasa a ondate dai Goti, dai Longobardi e dai Normanni, Interamnia ebbe un ritorno di splendore nel periodo angioino, intorno alla metà del dodicesimo secolo, assumendo il nome di Teramum. Del medioevo teramano restano importanti testimonianze: il portale e il campanile del Duomo, i portici, le stupende chiese di S. Antonio (l’antica S. Francesco) e S. Domenico. Fu poi facile preda di avventurieri, come Braccio da Montone e gli Acquaviva, che approfittarono anche delle secolari e violentissime lotte intestine tra le opposte fazioni; una originale testimonianza di questo periodo è la “lapide delle male lingue”, conservata presso la Biblioteca Provinciale, che ritrae due teste che si fronteggiano mostrandosi le lingue, trapassate dalle punte di un compasso. Nel settecento e nell’ottocento Teramo ebbe una vivace vita culturale aprendosi alle idee illuministe di illustri studiosi, come Melchiorre Delfico, a cui diede i natali. Incorniciata nello scenario del Gran Sasso e dei Monti della Laga, che snoda sullo sfondo della città una formidabile corona di cime e pareti, ma anche protesa verso lo splendido mare della sua costa, a poche decine di chilometri, Teramo è ricca di storia, di natura e di una vivace vita culturale. Malgrado la sovrapposizione di una forte urbanizzazione in periodo moderno, vi sono notevoli testimonianze del passato romano e di quello medievale. Nel cuore del centro storico, tra i resti del teatro e dell’anfiteatro romano, vi è la Cattedrale, intitolata a San Berardo (del 1158, ampliata nel Trecento; tre navate; stupende monofore; portale di Diodato Romano, con bellissime statuine sulle colonnine laterali di Nicola da Guardiagrele, di cui all’interno è custodito il capolavoro, il celebre Paliotto d’argento; Polittico di Sant'Agostino, del veneziano Jacobello del Fiore e affreschi quattrocenteschi). Tra le altre numerose chiese storiche, di cui la città è ricca, da vedere, in Largo Melatino, la chiesa di Sant'Antonio, del 1127 (portale romanico, grande bifora sull’abside esterna, interno a una navata, rifatto in età barocca), e, fuori dell’abitato, il Santuario della Madonna delle Grazie (capitelli ornati, archi semicircolari; numerosi dipinti; bellissima Madonna lignea del XV secolo; chiostro). Da visitare, inoltre, il bel Convento di San Giovanni (chiostro restaurato), il settecentesco palazzo Delfico, il Palazzo Vescovile (strutture trecentesche), la Loggia del Municipio, la Chiesa di San Domenico e Casa Capuani in via Veneto, la Biblioteca intitolata a Melchiorre Delfico, il Museo Civico (dipinti dei secoli XV-XIX, reperti archeologici, maioliche, sculture), il Museo Archeologico e la Pinacoteca, incastonati nella cornice della villa comunale, il Castello Della Monica, l’Osservatorio Astronomico di Collurania, a pochi chilometri dal centro storico, fondato nel 1890 da Vincenzo Cerulli. La città e la sua provincia hanno tradizioni artigiane, delle quali da tempo si è avviato il recupero e la promozione: merletti e ricami a punto pittura (introdotti dalla scuola delle Suore della Carità, agli inizi dell’ottocento), artigianato orafo e soprattutto, l’arte del cuoio inciso (oggettistica, borse, cappelli, cinture, frustini, ornamenti e selle equine, ma anche elementi di arredamento, pannelli decorativi e preziose porte). Di grande rilievo la tradizione gastronomica; la cucina teramana è più che famosa per le semplici, ma raffinatissime e prelibate specialità, dai “maccheroni con le pallottine” alle “scrippelle ‘mbusse”, dal timballo alle ottime “mazzarelle”. (informazioni tratte dal sito: www.regione.abruzzo.it) |
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Cannelli |
Caprafico |
Castagneto |
Cavuccio |
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| Cerreto | Collecaruno |
Colleminuccio |
Forcella - Annunziata |
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abbandonato |
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| Forcella - Misericordia |
Forcella - S.Martino |
Frondarola |
Frunti |
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Garrano Basso |
Madonna Ponte a Porto | Magnanella |
Miano |
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Poggio Cono |
Poggio San Vittorino |
Putignano |
Rapino |
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Rocciano |
Rupo |
S. Giovanni in Pergulis |
San Pietro ad Lacum | |||||||||||
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S.Maria ad Porcellianum |
Sant'Atto |
Scapriano |
Sciusciano |
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Sorrenti |
Spiano |
Valle San Giovanni |
Valle Soprana |
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Varano |
Varano Alto |
Villa Butteri |
Villa Gesso |
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| Villa Ripa | Villa Turri | |||||||||||||
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TERAMO E GIULIANOVA - CITTA' DELL'ABRUZZO E LORO CONTORNI. Incisione all'acquaforte tratta dall'Atlante veneto dell'Abate Coronelli. Venezia, 1690 |
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