Fin
dai primi anni della Chiesa di Cristo grande è stata la
devozione dei fedeli, sia in Oriente che in Occidente,
verso San Michele Arcangelo (in ebraico Micha’el vuol dire
“Chi è come Dio?”). E’ stato quasi sempre rappresentato e
venerato come l’angelo-guerriero di Dio in perenne lotta
contro il Demonio, il quale continua a spargere nel mondo il
male e la ribellione contro Dio.
A lui,
individuato anche come San Michele o Sant’Angelo, sono stati
dedicati innumerevoli luoghi di culto, spesso allestiti in
grotte e cavità naturali.
Nell’Italia centro-meridionale i Longobardi, popolazione in
origine pagana poi convertita al cristianesimo,
contribuirono a diffonderne il culto durante la loro
occupazione dell’Italia dopo la caduta dell’Impero Romano.
Proprio a San Michele Arcangelo intorno all’anno 500, in
ricordo di un evento prodigioso, venne dedicato un santuario
a Monte Sant’Angelo, sul Gargano, che divenne poi meta di
innumerevoli pellegrinaggi. Da lì il culto si diffuse anche
sulle montagne dell’Appennino centrale, veicolato con ogni
probabilità dai pastori transumanti, a cui si deve anche
l’introduzione di altri culti di origine pugliese quali
quello di San Nicola di Bari o della Madonna Incoronata.
Molte
analogie possono essere colte con il culto pagano di Ercole,
un tempo molto diffuso tra le popolazioni italiche dedite
alla pastorizia, anch’esso personaggio combattivo difensore
dei deboli, armato di una clava, così come San Michele è
armato di una spada.
Nella
provincia di Teramo si può trovare un luogo di culto
dedicato a San Michele Arcangelo a:
Castiglione della Valle
di Colledara
Colledonico di Tossicia
Faiano di Montorio al Vomano
Iscarelli di Torricella Sicura
Lame di Cortino
Magnanella di Teramo
Riano di Rocca S.Maria (S.Michele
Arcangelo)
Riano di Rocca S.Maria (S.Angelo)
Ripe di Civitella del Tronto
Sant’Angelo a Marano di
Bellante
Sant’Angelo Abbamano di
Sant’Omero
Tottea di Cortino
Villa Gesso di Teramo
Villa Torre di Castellalto