
Il
giorno 29 aprile 2007 è mancata la professoressa Carmela Cortini
Pedrotti. Carmela era conosciuta da molti di noi forestali per
diversi motivi. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Naturali si
era laureata a Firenze in Scienze Forestali. Aveva percorso la carriera
accademica prima a Firenze ed in seguito presso l’Università di Camerino
(Mc), dove ricopriva la Cattedra di Botanica Sistematica ed aveva
diretto il Dipartimento di Botanica ed Ecologia. L’attività scientifica
di Carmela aveva riguardato le Briofite, in particolare quelle degli
ambienti forestali con ricerche svolte in numerosi boschi di diverse
regioni italiane, dal piano mediterraneo a quello subalpino (conservo
gli exiccata di alcuni muschi raccolti nella foresta di
Paneveggio che Carmela aveva cortesemente determinato per me. Negli anni
2001 e 2006 ha pubblicato i due volumi della Flora dei Muschi
d’Italia, opera che per la prima volta in Italia descrive ed
illustra mediante iconografie tutte le specie di muschi del nostro
paese, compreso la distribuzione e l’ambiente. Aveva sposato il
professor Franco Pedrotti, ordinario di Botanica presso l’Università di
Camerino.
Scrivo questa nota per ricordare la scomparsa di una Socia
dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali il cui valore
scientifico non sono in grado di illustrare con competenza e
precisione, ed anche
per
segnalare una iniziativa presa dal professor Pedrotti per
onorarne la memoria. Il professor Pedrotti ha acquistato un
tratto di bosco a
Valzo (Valle Castellana) in provincia di Teramo, sui
Monti della Laga; si tratta di circa 30 ettari di bosco ceduo –
un querceto misto con dominanza di roverella – sottoposto ad
utilizzazioni fino a tempi recenti, che si estende in una
valletta sulle pendici meridionali del Monte Capitone, fra 800 e
1000 metri circa. Questo bosco, che rientra in un territorio
coperto in larga parte da foreste ed è interamente compreso nel
Parco Nazionale Gran Sasso - Monti della Laga, sarà destinato a
ricerche di botanica e di ecologia forestale ed in particolare
allo studio dei processi dinamici della vegetazione una volta
cessati i disturbi di origine antropica connessi con la
ceduazione. In prossimità del bosco di Valzo si trova una tipica
casa rurale dei villaggi dei Monti della Laga che verrà
destinata ad ospitare un museo etnografico e naturalistico,
struttura che non solo sarebbe un prezioso strumento di
didattica ambientale, ma anche faciliterebbe la comprensione
dell’azione antropica nel plasmare la copertura vegetale di
questo territorio e, più in generale, a descrivere il rapporto
tra società umana e risorse naturali. Lo scopo del professor
Pedrotti è quello di donare il bosco ad un Ente che ne
garantisca in futuro la conservazione; fin da ora esso è aperto
agli studiosi ed in particolare agli studenti e ai diplomati
della Scuola di specializzazione in gestione delle aree protette
dell’Università di Camerino e del Master che porta lo stesso
nome, che si sono riuniti nell’Associazione «Smilax» da loro
fondata, ed ai quali è affidata la «sorveglianza» culturale del
bosco. Penso che non vi poteva essere un modo migliore per
ricordare Carmela e conservarne in futuro la memoria e credo che
il poter disporre di una simile «palestra» per indagini
descrittive, monitoraggio, sperimentazione e didattica
ambientale, costituisca una rara occasione per gli studiosi
delle numerose discipline che si occupano degli ecosistemi
terrestri, della loro funzionalità, conservazione e restauro.